Il rinculo, che tormento! Specialmente chi muove i primi passi nel mondo del tiro al piattello, potrebbe tornare a casa dal campo con una spalla malridotta o comunque affaticata.

Nel rinculo infatti viene prodotta una forza contraria allo sparo che mette a dura prova la fisicità del tiratore, il quale, se non preparato all’urto, si troverà dopo una lunga sessione di tiro, davvero esausto.

Chi ad esempio imbraccia un fucile più leggero, avrà sicuramente sentito parlare di medici che dissuadono dall’eccessiva pratica se si hanno problemi con gli occhi, in quanto, parecchi contraccolpi potrebbero persino causare eventuali distacchi della retina.

La forza generata sulla spalla, infatti, propagandosi in tutto il corpo, può solo far peggiorare alcune patologie. Bisogna stare quindi molto attenti.

Va anche detto che ogni tiratore subisce questo brusco arretramento dell’arma in maniera differente: c’è chi si lamenta del dolore, chi invece non sente il minimo fastidio. Si tratta di una sensazione soggettiva, che ognuno percepisce a modo proprio.

C’è da aggiungere pure, che questa percezione, più o meno negativa, è condizionata dalla corporatura di ognuno. Almeno in parte.

Tantissimo però è dovuto alla tecnica ed alla tecnologia. Se in effetti non si può certo evitare al 100% l’urto, quello che possiamo fare è dissipare l’energia e “diminuire” il rinculo del fucile.

L’enciclopedia Treccani definisce moto di rinculo (o anche semplicemente rinculo), il “fenomeno per il quale un’arma da fuoco subisce all’atto dello sparo un movimento retrogrado”.

Tale processo è dovuto in sostanza alla pressione dei gas di combustione, che creano una forza interna nella canna e, se da un lato tutto ciò imprime al proiettile un movimento di uscita dalla bocca, dall’altro incide con un’azione alla canna in senso opposto, raggiungendo il tiratore.

Le prime cose da fare (e da non fare) con il fucile

Se non si ha mai avuto a che fare con la forza del rinculo, le prime esperienze possono proprio “spaventare”. I tiratori neofiti non dovrebbero infatti imbracciare il fucile senza un’adeguata preparazione. Il rischio è quello di posare per sempre l’arma dopo l’iniziale forte impatto sulla mascella o alla spalla. Perdendo di conseguenza, interesse per il tiro a volo.

Di certo non c’è un modo per aggirare le cause di questo movimento. Si può solo cercare di alleggerire le sue complicanze.

Ecco cosa serve sempre ricordare:

Il fucile deve adattarsi perfettamente al corpo

Altrimenti meglio non premere il grilletto. Se la fisionomia permette una presa ben salda, l’essere un tutt’uno con l’arma addolcirà di molto l’azione di rinculo.

Un buon calcio garantirà un adattamento orizzontale o verticale realmente ergonomico. Ma il nostro Futur-K6AM può fare molto di più. Predisposto di ben sei parti regolabili per infinite posizioni di tiro riesce a “modellarsi” perfettamente al corpo del tiratore.

L’arma va tenuta ben salda

C’è chi pensa che tenendo il fucile lontano dal corpo ci si possa salvare dalla botta. E’un grave errore! Senza una presa solida, l’arma, infatti, sarà incontrollabile e sbatterà con forza contro il corpo, facendo davvero male.

Se si è principianti, è importante assicurarsi di aver ricevuto tutte le istruzioni

La sicurezza è l’aspetto più importante. Il fucile va manipolato secondo precise regole, che sia carico o meno.

Non meno importante, soprattutto in pedana, è la correttezza dei movimenti che occorre fare: dal caricamento all’imbracciata, fino allo sparo e al ricaricamento dell’arma.

Quali sono le leggi della fisica che spiegano la forza del rinculo

“Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.” E’ il terzo principio della dinamica formulato da Isaac Newton. Una legge che spiega perfettamente il processo che avviene quando facciamo fuoco.

Premendo il grilletto, infatti, inneschiamo la spinta fisica in avanti della massa del proiettile, che porta per reazione, ad una spinta all’indietro dell’arma.

Non solo. Per avviare quel moto che servirà al proiettile per lasciare la bocca della canna, verranno sprigionati dei gas. Gli stessi che, espulsi, determinano un effetto di propulsione che si propaga all’intero fucile.

Questo contraccolpo può risultare smorzato nelle armi semi-automatiche o automatiche: infatti i meccanismi del carrello/otturatore tendono ad assorbire parte di questa energia. Un sovrapposto da tiro invece amplifica “la reazione” sul nostro corpo in maniera ancora più brusca.

C’è poi un altro fattore che bisogna considerare: l’impennamento, il fenomeno cioè, con cui l’arma acquista un movimento di rotazione all’uscita del proiettile dalla canna.

Perché avviene l’impennamento?

Dipende dal rapporto tra baricentro e canna. Quest’ultima, per esigenze di costruzione, è posta sopra il baricentro dell’arma. Pertanto, quando il proiettile sarà scagliato fuori, la bocca dell’arma tenderà a spostarsi verso l’alto.

L’impennamento potrebbe assoggettarsi anche ad una traslazione qualora utilizzassimo un fucile a canne giustapposte.

Possiamo dire quindi che i movimenti causati dal contraccolpo del fucile sono due, e faranno spostare la canna all’indietro (verso di noi) e in alto. Diminuire il rinculo del fucile sarà allora il nostro primo obiettivo.

L’equazione riferita al contraccolpo del fucile

Per capire come agisce il rinculo, analizziamo l’equazione del momento: M1V1 = M2V2.

Di cui:

  • M1: massa espulsa, quella del proiettile più i gas in uscita
  • V1: velocità di espulsione. (velocità generata dalla cartuccia)
  • M2: massa dell’arma.
  • V2: velocità dell’arma, quindi la velocità del contraccolpo del calcio sulla spalla.

Il rinculo sarà espresso come energia cinetica che dovrà essere dissipata. Per avere meno contraccolpo deve esserci un minore valore di energia cinetica (definita Ke). Ecco come fare e dove agire.

Torniamo all’equazione del momento.
Interferendo sui valori le soluzioni saranno diverse:

  • Aumentare M2: facendo crescere il peso dell’arma il rinculo sarà inferiore. Un’arma più pesante darà per certo una tenuta maggiore e, di conseguenza, un minore impatto contro il corpo, garantendo così la possibilità di sessioni di tiro prolungate. Questo è uno dei motivi per cui il fucile da tiro a piattello è meno leggero di uno da caccia.
  • Ridurre M1: diminuire la grammatura delle cartucce.
  • Ridurre V1: utilizzare cartucce meno veloci.

Come diminuire il rinculo del fucile: consigli pratici

In questa sezione spieghiamo più dettagliatamente, come agire per diminuire il rinculo del fucile.

Aumentare il peso dell’arma

Come abbiamo già accennato, più il fucile è pesante e più sarà in grado di assorbire meglio il contraccolpo. Per fare ciò, è utile modificare alcuni pezzi inserendo del materiale piombato. Elementi che ottimizzeranno di molto anche l’equilibratura dell’arma.

Rivedere il cono di forzamento

Si trova nella parte iniziale della canna. Più il suo angolo è corto e maggiore sarà l’azione del contraccolpo. E’ possibile chiedere all’armaiolo di fiducia di allungare tale cono e alleviarlo, per una posizione di sparo agevole.

Installare un freno di bocca

Si tratta di un dispositivo capace di convogliare il gas che fuoriesce dalla bocca dopo il colpo e in grado di spingere l’arma in avanti, riducendo il rinculo.

Freni di bocca e compensatori riescono addirittura, a utilizzare gli stessi gas come freno. Questi costituiscono, un’altra possibile caratteristica.

Inserire un calciolo di gomma

I cuscinetti antiurto vanno posizionati sul tallone del calcio per equipaggiarlo con un aggiuntivo strato di assorbimento. Le imbottiture antirinculo sono semplici da usare, ma non sono spesso sufficienti a ridurre il rinculo del fucile contro la spalla.

La nostra soluzione è invece stata quella di aver creato il Futur-K6AM che limita notevolmente le vibrazioni ed il rinculo grazie a tutte quei componenti specifici che verranno elencati più dettagliatamente a seguire.

Cambiare cartucce da tiro

Importante, oltre alla grammatura, è la velocità della munizione. Incidere su questo valore di sicuro allevierà l’azione di contraccolpo. Anche se poi tale modifica potrebbe avere delle ripercussioni sulla qualità del risultato.

Come infatti accade nel tiro a volo, occorre fare più prove con prodotti diversi per capire la configurazione che si ritiene più comoda.

La velocità è comunque scritta in genere sulla scatola delle cartucce. Prima dell’acquisto pertanto, controllare sempre per scegliere bene.

Non dipende sempre dal calibro

Non è sempre detto che un calibro maggiore rinculi meno di uno minore. Il dato di fatto è che, maggiore è il peso dell’arma e minore sarà il suo contraccolpo: quindi non è tanto il calibro a fare la differenza, quanto il rapporto tra massa dell’arma e velocità/grammature delle cartucce.

Personalizza l’arma

In presenza di un’arma “standard” si può fare ben poco per smorzare l’impatto sul corpo. Invece per diminuire il rinculo del fucile si può giocare su tanti fattori.
Sicuramente quelli legati al calcio sono i più utili, perché questa parte è l’anello di congiunzione tra il tiratore e la sua arma.

Proteggi l’udito e non solo

Indossare auricolari per smorzare il rumore dei timpani favorirà una percezione minore del contraccolpo.
Oltre agli auricolari si possono indossare anche dei gilet da tiro che presentano speciali imbottiture sulla spalla.

E’ anche una questione di fisicità

Come è stato appena spiegato, sono diverse le modalità che si possono usare per dissipare l’energia. Tutte soluzioni che possono garantire un “freno” alla forza del rinculo. Su una caratteristica si può fare però ben poco: la fisicità del tiratore.

Una persona ben piantata, che impugnerà l’arma saldamente, aggiungerà al sistema una maggior massa muscolare. Gli alti spessori di tessuto funzioneranno da cuscinetto ammortizzante, come un supplemento.

Ecco perché i tiratori agonistici curano molto la loro forma fisica, con sedute di palestra e allenamenti dedicati.

Un rimedio “naturale” al rinculo: imparare la tecnica

Fino a questo momento abbiamo presentato alcuni consigli pratici sul come diminuire il rinculo del fucile, aggiungendo componentistica o modificando alcuni parametri.

Sapere usare la tecnica a proprio vantaggio, imbracciando l’arma correttamente, sarà un ulteriore valido supporto. Per prima cosa il fucile va afferrato con il busto completamente in verticale.

Tanti fanno l’errore di prepararsi al colpo con la schiena già ricurva: è uno sbaglio, perché poi non si riuscirà a fissare in modo corretto l’arma al corpo.

L’azione di chiusura va fatta invece in posizione eretta, mettendo al contempo il fucile sulla spalla, tra l’omero e la clavicola. In questo modo si otterrà un angolo perfetto, perpendicolare alla conformazione della spalla stessa e con la canna rivolta verso l’alto.

Sarà più semplice portare il viso al nasello e, soprattutto, si scaricheranno bene i pesi.

Solo ora il tiratore dovrà inclinarsi leggermente con la parte superiore della schiena. Caricare in tal misura contrasterà il contraccolpo, assicurando un’azione fluida e ben composta.

Per fare ciò è necessario agire aiutandosi anche con le punte dei piedi: queste, poste leggermente in avanti, faranno da leva per ammortizzare lo sparo.

Ridurre il rinculo del fucile: le innovative soluzioni del nostro calcio

Partendo dalla nostra esperienza ventennale nella meccanica di precisione, abbiamo realizzato un calcio capace di garantire il massimo comfort mai provato. Futur-K6AM infatti è stato concepito con ben sei parti regolabili per infinite posizioni di tiro, adeguando così l’arma ad ogni fisionomia del tiratore.

Il Futur-K6AM dispone di diverse soluzioni per ridurre notevolmente il fenomeno del rinculo:

  • Ammortizzatore intercambiabile brevettato sia in Italia che all’estero, dotato anche di tre livelli di assorbimento del colpo, posto nella cartuccia ammortizzatore brevettata.
    La tecnologia utilizzata permette di agevolare l’azione dello sparo, riducendo notevolmente l’affaticamento tramite l’assorbimento del rinculo e delle vibrazioni generate.
    Più tale ammortizzatore sarà elastico, più questo si abbinerà ad una cartuccia potente, con maggior rinculo.
  • Smorza vibrazioni specifico, schiacciato tra la piastrina del legno e il corpo del fucile, che limita sensibilmente le vibrazioni.
  • Su richiesta nasello con inserto in gomma
  • Su richiesta ammortizzatore sotto il nasello
  • Calciolo soft

Il sistema utilizzato, verificato mediante accurati studi, analisi e prove strumentali, garantisce una riduzione delle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio dell’utilizzatore del 25%. E’ tutto certificato.

Per concludere

Riassumendo: arma leggermente pesante, minor velocità o grammatura delle munizioni, tecnica di tiro, qualche supporto in più o un calcio performante.

Sono tutte strategie che permetteranno di entrare in pedana sereni, affrontando una lunga sessione di tiro senza affaticarsi eccessivamente. Pronti a mirare e premere il grilletto, allontanando quel timore di tornare a casa doloranti e pieni di “acciacchi”.