“Nel tiro a volo ci vuole pazienza, impegno e allenamento, ma occorre provare questa disciplina, perché è uno sport bello, di destrezza e all’aria aperta in cui si è sempre in competizione con se stessi.  Quando i risultati arrivano, è una doppia vittoria.”

Parole di Chiara Cainero, due medaglie olimpiche vinte e prima tiratrice italiana a conquistare un Oro a Pechino 2008. Un talento unico che come tanti si è avvicinata all’attività seguendo una passione di famiglia e recandosi sui campi da tiro con il padre.

L’accostamento a questo mondo avviene infatti spesso da giovanissimi, frutto della curiosità tramandata da genitori e parenti. Imbracciare però un fucile e cimentarsi con il bersaglio richiede molta abilità, ragion per cui è un esercizio che attira sempre più neofiti perché affascina e diverte.

Il tiro a volo è infatti in costante crescita, tanto che lo stesso presidente Fitav (la Federazione italiana di riferimento) Luciano Rossi sul finire del tesseramento 2018 ha spiegato che l’associazione si presenta al 2019 “in ottima salute”.

L’Italia ed i tiratori italiani, inoltre, sono delle vere e proprie eccellenze. Del resto, proprio gli esperti di questo settore hanno ribadito che le migliori attrezzature da competizione sono realizzate nel nostro Paese.

Prima di presentare le basi per iniziare il tiro al piattello è importante raccontare un po’ la storia di questo sport, partendo dagli albori che hanno molto a che fare… con la festa del Natale.

L’evoluzione del Tiro a Volo, dal “Balltraps” al “piccione d’argilla”

Le origini del tiro a volo sono databili ai primi del diciannovesimo secolo, periodo in cui i cacciatori inglesi inventarono un movimento in risposta al divieto di cacciare volatili selvatici che vennero sostituiti così da piccioni.

La “rivoluzione” poi partì dall’America, nella seconda metà dell’Ottocento, quando gli statunitensi iniziarono a sparare a delle palle di vetro, come quelle degli alberi di Natale, che venivano scagliate in aria da macchine chiamate “Balltraps”. Furono esse i primordiali piattelli e il successo fu talmente immediato, che da un semplice passatempo si arrivò ad una pratica strutturata.

Nel tempo i bersagli cambiarono via via materiale, passando dai “piccioni d’argilla”, dischi ovali fatti di argilla cotta al forno, a prodotti con mescole più morbide, giungendo a noi, fino ad arrivare al classico piattello.

La prima volta in cui il tiro a volo è entrato a far parte delle Olimpiadi è stata ai Giochi di Parigi 1900. Partecipando nei vari anni, l’Italia si è conquistata un posto d’onore contando un medagliere tra i più ricchi ed invidiati.

Il Tiro a Volo nel Belpaese

Nell’Ottocento questa disciplina era molto in voga in Sicilia e in alcune grandi città, mentre al termine della Prima guerra mondiale ha iniziato ad espandersi in tutta la Nazione. Il massimo sviluppo si è avuto dopo il secondo conflitto mondiale, tanto che nel 1926 nasce la FITPA, Federazione italiana tiro al piccione d’argilla, con sede a Roma di cui facevano parte 30 società di tutte le regioni e che si è trasformata, l’anno dopo, nell’attuale FITAV (Federazione italiana tiro a volo), entrando così nel CONI.

Come iniziare il tiro al piattello: l’occorrente

È importante sapere cosa serve per iniziare il tiro al piattello. Prima di tutto occorre fare una serie di passaggi per essere in regola con la legge e poter sparare sui campi organizzati. Bisogna poi scegliere l’arma giusta e, cosa non da meno, l’attrezzatura per poter praticare questo sport in tutta tranquillità e in sicurezza.

Il porto d’armi e il tesseramento FITAV

Per poter sparare in pedana si deve essere in possesso di un porto d’armi ad uso sportivo, una prerogativa fondamentale nella normativa italiana. La licenza viene rilasciata dal Questore ed autorizza il titolare a detenere e trasportare le armi e le munizioni necessarie all’esercizio dell’attività. Anche per questo viene comunemente chiamata licenza ad uso sportivo. Ha una validità di 5 anni.

La licenza di porto d’armi ad uso sportivo per fucili a canna liscia per il tiro a volo autorizza il titolare all’utilizzo delle sole armi idonee.

Per quanto riguarda il tesseramento federale, questo costa 50 euro, ha validità per tutto l’anno (primo gennaio – 31 dicembre) e consente l’accesso a tutti i campi da tiro in Italia. Per richiederlo basta recarsi in un campo da tiro, compilare i moduli anagrafici, firmare il consenso al trattamento dei dati personali e ovviamente versare la quota.

È fondamentale poi, capire quali sono i vantaggi del tesseramento federale: la tessera prevede una copertura assicurativa che è necessaria per accedere in autonomia in pedana.  I non tesserati infatti possono sparare solo se accompagnati da istruttori. Un altro aspetto poi da non trascurare consiste nel fatto che i tesserati possono partecipare a tutte le gare del circuito mettendosi alla prova con tiratori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

Il fucile giusto per il tiratore principiante

È il dilemma di chi muove i primi passi in pedana. L’arma, infatti, è il mezzo con cui mettiamo alla prova noi stessi. Affidabilità, comfort e maneggevolezza rendono la pratica più divertente semplificando di molto la vita del tiratore, anche quello neofita.

In precedenza era già stato spiegato dettagliatamente come scegliere il fucile da tiro, ma è importante ripetere brevemente alcuni consigli a chi vuole iniziare il tiro al piattello.

In commercio esiste una vasta gamma di modelli con prezzi davvero variabili. Bisogna tener presente che ogni disciplina ha il proprio fucile specifico, quindi la scelta deve essere ponderata anche in funzione della disciplina che si vuole praticare.

Il suggerimento, se si è in una fase iniziale, è quello di provare le varie discipline, così da potersi orientare verso fucili che meglio si adattino alle richieste di ognuno.  Il principiante potrebbe optare per un prodotto che sia i il più versatile possibile.

Occorre poi tener presente non solo  le esigenze, ma anche le caratteristiche della persona: fisicità e imbracciatura sono variabili che possono fare la differenza. Per un colpo da maestro l’allineamento è essenziale.

Anche se è cosa certa che non è il fucile a centrare il piattello ma l’abilità della persona, ciò non toglie la possibilità di avere “un’arma in più” scegliendo un calcio che sia il più compatibile possibile. 

Il calcio infatti è una delle parti più importanti di un fucile da tiro, dato che permette al tiratore di allineare correttamente la bindella alla linea di mira, indirizzare quindi la rosata nel punto realmente mirato e pertanto ottenere buoni risultati.

Il nostro calcio Futur-K6AM con le sue infinite regolazioni è l’ideale per chiunque perché capace di accompagnare sul campo tutti, esperti e non, in quanto può essere adattato alle diverse fisionomie. Inoltre, avendo sei parti che possono essere messe a punto, è possibile utilizzarlo in svariati modi.

Il modello di fucile (soprattutto la sua configurazione) varia molto a seconda della disciplina che si vuole praticare. Per una maggiore chiarezza elenchiamo di seguito le principali discipline presenti nel circuito.

L’arma e le discipline olimpiche. Ecco quali sono:

Fossa Olimpica o Trap

Si spara da un’area di tiro rettilinea che è quindici metri dietro la fossa con i lanciapiattelli. I tiratori si trovano a passare su cinque pedane, ognuna delle quali è collegata a tre lanciapiattelli. La successione dei lanci viene scelta casualmente o sono schemi impostati quindi il tiratore non conosce la direzione o l’inclinazione di uscita dei piattelli dalle singole postazioni.

Così si attende l’uscita del piattello col fucile imbracciato e con due colpi in carica. Importante, in questo contesto, è l’inclinazione del calcio, perché i bersagli partono dal basso verso l’alto. Questo è il motivo per cui si punta ad avere una piega molto limitata. Il fucile più utilizzato è un sovrapposto con canne di lunghezza tra i 740 e 760 mm.

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Skeet

In questa specialità si compie un percorso, composto da otto pedane (tre in più del Trap) che si trovano in un semicerchio con raggio di 19, 20 metri. Alle estremità sono collocati due lanciapiattelli. Le macchine lanciano il piattello sempre nello stesso modo, ma il tempo di lancio ha delle variabili che dipendono dalla chiamata del tiratore. Nello Skeet si predilige di solito un fucile sovrapposto con canne che non superano i 710 mm. con pieghe e deviazioni per il calcio neutre.

Double Trap

I tiratori continuano ad alternarsi su cinque pedane come nella Fossa Olimpica, ma ci sono due piattelli che vengono lanciati simultaneamente. La traiettoria è fissa ed il tiratore ha due colpi per centrarli entrambi. questa disciplina ha caratteristiche molto simili al Trap.

Il Percorso Caccia

In questa attività si cerca di avvicinarsi alle modalità tipiche della pratica venatoria. Così i piattelli vengono lanciati seguendo traiettorie che simulino il più possibile volo o movimenti della selvaggina. Per questo i bersagli sono lanciati in tutte le posizioni e il calcio non deve avere una piega troppo ridotta.

Quanto costa un fucile da tiro?

È un’altra domanda tipica che si pone chi vuole iniziare il tiro al piattello. Uno dei problemi che ha sempre scoraggiato l’avvicinarsi a questo sport, infatti, è il costo dell’attrezzatura.

In effetti un’arma per il tiro a volo nuova e di bassa qualità economica ha un prezzo poco inferiore i 2.000 euro, mentre i prodotti di fascia media partono da un prezzo superiore ai 2.000 euro, fino a raggiungere quasi i 5.000 euro. Possono trovarsi anche prezzi più elevati fino ad arrivare anche a 10.000 euro per fucili di alta gamma.

Esiste, in alternativa, tutto un ampio mercato dell’usato ma prima di acquistare il prodotto è sempre meglio verificarne la meccanica. In questo caso è preferibile portare con sé un esperto. I prezzi dell’usato sono abbordabili ed un buon fucile si trova anche a meno di 1.000 euro.

Il passo successivo poi, è quello di dotarsi di un’arma specifica. Inizialmente è meglio avere un fucile versatile, capace di passare a varie modalità cambiando i parametri con strozzatori e cartucce.

Nel tiro a volo, lo ricordiamo, fondamentale è predisporsi con un calcio che sia il più possibile adatto alle proprie esigenze: è la connessione con il nostro corpo ed è sostanziale per l’allineamento dell’arma. Per questo, ribadiamo che il calcio Futur-K6AM può essere la soluzione definitiva.

Ultime informazioni

A questo punto mancano solo pochi aspetti per essere pronti ad iniziare il tiro al piattello. Nell’occorrente non devono infatti mai mancare:

Cartucce

Il discorso è ampio, perché la grammatura è molto differente a seconda della categoria. Possono oscillare dai 24 gr ai 28 gr. All’inizio è preferibile optare per grammature basse perché hanno minor rinculo, sono più facili da gestire e più indicate per chi deve prendere ancora confidenza. Per quanto riguarda i pallini, il numero più usato è il 7.5, con diametro 2,4 mm.

Cuffie

Anche i tappi antirumore vanno benissimo, ma le cuffie sono uno strumento necessario quando si va sul campo, infatti, se da una parte il tiratore ha bisogno della massima concentrazione (eliminando qualsiasi rumore possa disturbarlo), dall’altra ha l’esigenza di preservare l’udito visto che le sequenze di sparo si prolungano in pedana.

Occhiali da tiro

Accessorio che protegge notevolmente i tiratori da tutti gli agenti atmosferici. Inoltre, gli occhiali tecnici sono dotati di lenti con particolari colori che aumentano il contrasto, facendo risaltare il piattello e favorendo perciò la mira.

Gilet

Sono davvero pratici per trasportare le cartucce e tutto l’occorrente. Sono dotati di varie tasche dove alloggiare qualsiasi attrezzatura e aiutano così il tiratore in tutti le azioni che compie. I gilet sono provvisti di imbottiture e antiscivolo per assorbire il rinculo e stabilizzare l’arma. Un indumento certamente pratico per questo sport.

È il momento di salire in pedana, ma è importante non trascurare gli allenamenti

Prima di iniziare il tiro al piattello è necessario ricordare che questo bellissimo sport ha bisogno di tanta pratica.

L’esperienza infatti fa la differenza e bisogna tentare e ritentare prima di riuscire ad ottenere punti. Non bisogna gettarsi nello sconforto se in principio non si riesce a colpire qualche piattello. È importante tener presente che più allenamenti si faranno, maggiore sarà la confidenza con l’arma.

Inoltre ci si può sempre affidare agli esperti che si incontrano sul campo, che sapranno dare ottimi suggerimenti sul come evitare gli errori più comuni.